giovedì 21 marzo 2013



Fuoco sulla montagna
  
 
“No, la natura selvaggia non è un lusso, ma una necessità dello spirito umano, vitale per le nostre esistenze quanto l’acqua e il buon pane. Una civiltà che distrugge quel poco che rimane di essa, di quello che si è conservato nel tempo, delle cose che erano in origine, si separa volutamente dalle sue radici e tradisce il principio stesso su cui essa si basa”

1960, New Mexico: nel pieno della guerra fredda, il governo degli Stati Uniti d'America requisisce terreni per ampliare le basi missilistiche.
Nel ranch di John Vogelin sopravvive ancora il vecchio West.
Ma le lunghe cavalcate, i cowboys che seguono le tracce degli animali, il sogno di autosufficienza e di un'esistenza in comunicazione diretta con la natura, sono incompatibili con il ventesimo secolo. 
Sul ranch incombe la certezza di un esproprio.
Ma John è nato lì e al di là di quella terra arida e dura per lui c'è solo la minaccia di una vita ormai indecifrabile.
 John Vogelin si prepara alla guerra contro gli Stati Uniti d'America.
 Al suo fianco, si schiera soltanto il nipotino dodicenne Billy ed è attraverso i suoi occhi che seguiamo lo svolgersi di un lungo duello, in cui l'individualismo, si scontra con il patriottismo e la natura con la tecnologia.
 Con scenari  cinematografici degni di Cormac McCarthy Fuoco sulla montagna rappresenta un gran romanzo sul crepuscolo del West e delle sue libertà.
Edward Abbey (1927-1989), è una delle figure mitiche dell’ecologismo americano: autore di saggi e romanzi, con gli anni si è fatto interprete di un radicale anarchismo naturalistico intriso di valori pioneristici. Esordì come scrittore negli anni Sessanta, dopo avere lavorato a lungo come guardia forestale nei parchi nazionali di mezza America. Arrivò al successo con “The Brave Cowboy”, che divenne un meraviglioso film (“Solo sotto le stelle”) interpretato da Kirk Douglas. Nel 1975 con “I sabotatori” (The Monkey Wrench Gang)  fu consacrato eroe della nuova ondata ecologista americana, diventando al contempo autore di primissimo piano nel panorama americano. 



«Un patriota deve sempre essere pronto a difendere il suo paese dal suo governo.»

«Resistere molto, obbedire poco»





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